La voce è il dono di natura – contemporaneamente –
più preciso e indefinibile, da ciascuno posseduto.
Ricordare una voce (senza tecnologia) è estremamente difficile,
eppure basta un “PRONTO” dall’altra parte del filo o un “CIAO” per strada,
per restituire un suono precisissimo, inconfondibile.
Perchè la voce è il nostro suono; che sia acuta,
stridula, bassa, forte, flebile, nasale è un suono unico che ci portiamo dietro,
a cui diamo respiro, suonandolo (augurabilmente) per molti anni e
che verrà definitivamente archiviato con la nostra pratica.
Basta guardare un film in lingua originale per scontrarsi
con l’iniziale disagio della vera voce dei grandi attori,
che suonano decisamente diversi dall’abituale doppiaggio italiano.
“Suonano” diversi.
(Devo dirlo alla mia doppiatrice)
HAVE YOUR BETTER SOUND
nez
Se dovessi scegliere, fra i tanti, un simbolo dei tempi moderni,
sceglierei LE DATE DI SCADENZA dei cibi.
Evoluzione della specie o male necessario equiparabile alla pubblicità?
Distinguiamo: la data di scadenza serve più a chi vende, che a chi compra.
Shelf-life è il termine tecnico – vita sullo scaffale del prodotto.
La data di scadenza (lo so per certo dopo aver lavorato un po’ nel settore di prodotti alimentari a breve-media scadenza) muove il mercato, carica e scarica camion, riempie magazzini, carrelli della spesa, frigoriferi a velocità sostenuta e con grande impiego di energie.
Più il prodotto è fresco e deperibile e più c’è da fare per mantenerlo tale.
La data di scadenza è molto di più di un semplice dato è un’informazione sulla civiltà del consumo, sul nostro modo di intendere la vita.
Indipendentemente da tutte le opinioni-discussioni-giudizi che ne potrebbero derivare, mi rimane in frigo mezzo kg di yogurt agli agrumi scaduto ieri..*
Mi fa sorridere il silenzioso monito della scadenza superata, tacito rimprovero alla mia frigorifera disattenzione, oscura minaccia di infezione batteriche, contaminazioni parassitarie, putrefazioni imminenti.
Si salvi chi può...
HAVE LONG SHELF-LIVES
*Certo che me lo magno lo stesso, lo so benissimo che un alimento conservato correttamente rimane integro molto più a lungo della SUA MINACCIOSA DATA DI
Vale il buon senso no? E anche tutti gli altri.. finchè non è verde e non sa di rigurgito di neonato, secondo me lo yogurt si può mangiare... :)
Ad agosto mi scade l’identità sulla carta.
Ogni 5 anni non mi corrispondo più;
scontorno un pò dalla vecchia me,
mi fototessero in qualcun’altra.
Una nuova.
Valida per i prossimi 5
..si lo so, il reggiseno compie gli anni DUNQUE me ne regalerò uno bellissimo per l’occasione.
Mi divertono queste riflessioni sul nulla cosmico. Specialmente quando trovo qualcuno con cui condividerle.
La settimana scorsa, quasi per caso ho scoperto per esempio che l’usanza del fagottino è ancora molto diffusa.
-Spiego meglio -
(Liberissimi di mandarmi a quel paese – mi rendo conto –)
Vi ricordate quando la mamma vi sistemava per bene la maglia della salute infilandola accuratamamente nelle mutande per non far prendere freddo al pancino?
Se avete avuto una mamma, avete avuto della salute, una maglia o una canottiera e delle mutande dove infilarla. Non sono una mamma.. ma faccio lo stesso con i miei nipoti, li impacchetto accuratamente perchè non prendano fredddo al pancino.
Ebbene questa amorosa abitudine finisce per dividere il mondo in due parti, chi (come me) la maglia della salute ha imparato ad odiarla e non si mette una maglia intima nemmeno quando fuori fa –12° e chi invece (molto più saggiamente) questa abitudine l’ha conservata..
Dicesi dunque “FAGOTTINO” colui/colei che avviluppa (estate e inverno non è questione di temperatura, ma di abitudine..) maglia più o meno salutare infilandola per bene nella mutanda (ove esistente).
Il fagottino vero deve ricordare vagamente una ballerina con tutù (in quel caso bonus da 1000 punti e nomina a “Fagottino supremo”)
Cosa scopre i fagottini???
Questa insana moda dei pantaloni a vita bassa...e una nasona curiosa che faccia domande indiscrete.
Io ho domandato...e ho scoperto che è un partito numeroso
BUNDLE UP
;)nez
“Non c'è cosa più
democratica:
Regge la destra,
la sinistra e
va incontro al popolo”
Pare che compia 100 anni, ma li regge bene.
Era il 1907 quando comparve su “Vogue” il primo esempio moderno del capo intimo femminile più celebre. Ripercorrere la sua storia non significa solo parlare di costume, ma ripercorrere la storia dal punto di vista femminile (e non solo).
La storia vista dal reggiseno (e poi perchè genere maschile per un oggetto di uso prettamente femminile?) è senz’altro un punto di vista interessante.
Nella recente campagna elettorale delle presidenziali francesi una nota casa di lingerie ha sponsorizzato meravigliosi reggiseni di pizzo accompagnando alle foto di magnifiche modelle la frase “..infine una candidata ben sostenuta”.
Forse non è servito alla vittoria della Royale, ma di certo siamo molto lontani dal periodo in cui i reggiseni si bruciavano nelle piazze..
Donne e seni sono cambiati (e cambiabili), figurarsi i reggiseni!
Io non ho fatto il ’68; ho avuto ed ho una lunga serie di reggiseni semplici ed onesti, senza fronzoli e concessioni . Ho visto l’incrocio magico Criss Cross spazzato via da Madaonna e dal suo celebre bustier con le punte, passando dalle zinne sempre più arzille di veline e prezzemoline e da balconcini per cui serve il condono edilizio, fino alla comparsa all’orizzonte di Wonderbra e di un fiorire di catene di negozi monotematici. Ammetto, non brucerei mai e il mio cassetto della biancheria è stato definito “il vomito di intimissimi”.
Ecco. Cosa più che altro intima dovrebbe rimanere..
Al contrario lo standard commercial-televisivo vuole solo donne iper.tettute con certi reggiseni da gara, di quelli che il seno te lo creano anche se non c’è, e se ce n’è poco o tanto te lo push-uppano e lo mostrano come su di un vassoio, sono sotto gli occhi di tutti. Altro che custodia.
Cosa rimane da bruciare?
HAPPY BIRTHDAY Mr. WONDER
nez
Il mio micro osservatorio ha ricevuto scatole e scatole di biscotti
Sono piena di morsi e briciole.
Grazie.. la prossima volta chiederò diamanti
NEZ
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Dividiamo le preferenze in due grandi famiglie.
Biscotti da colazione:i miei biscotti preferiti sono, da sempre, gli ZALET Galbusera.
Nel mio caffelatte venivano sempre messi 4 biscotti ZALET rotti ognuno in 4 parti (non c'è una ragione precisa di questo mio comportamento, facevo così e basta)
Biscotti da sgranoccio: sono un amante dei Butter Cookies danesi.
Da bambina aspettavo in grazia che la mia nonnina comprasse gli abbracci del mulino bianco, poi è stata l'epoca dei campiello, poi l'avvento delle "diete" che hanno bandito biscottini vari, ora ho scoperto le campagnole del mulino ( quelle con crema di riso)...
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ma te li ricordi i Palicao?
biscotti di puro cacao che si scioglievano in bocca, con i quali si poteva
fare anche il budino aggiungendo solo latte?
che invenzione.......mi ricordo che appena usciti, non si riuscivano a
trovare al supermercato......... poi sono spariti!
I "bucaneve" mi ricordano la mia infanzia... e per tutti quelli che non lo sapersero la loro forma è tale acciocchè li si metta "schiena contro schiena" e li si mangi sempre in coppia. Se ne avanza uno, poverino, si è costretti ad acquistarne una nuova scatola per accoppiarlo. è così che non ho mai smesso di comperare scatole di bucaneve.
buone prime colazioni a tutti!
PS la prima colazione è un pasto molto importante... i carboidrtati si smaltiscono bene durante la giornata... non saltatela mai!
VADA PER I "RINGO"!!!
TROPPO BUONI!!!!VE LI CONSIGLIO CON IL TEA. AL 2° POSTO I "CRUMIRI"
BACIONI A TUTTI E BUONA GIORNATA
Baci di dama! Ma sono biscotti?
Mi sembrano troppo aristocratici per esserlo....
Comunque sia loro i primi
Altrimenti cosa ne pensate dei famosissimi biscotti danesi, dove il sapore
del burro sovrasta qualsiasi altro, nelle scatole
rotonde di metallo, ne ho una collezione (già faccio collezione di scatole
di metallo, non lo sapevi?)
rigorosamente
quelli fatti in casa
spolverati
da cacao o zucchero a velo
quelli industriali secondo me uno vale l'altro.
idem, voto per i savoiardi!
da piccoli li chiamavo i saboiardi...
Mia cara nezza,
prendo due bucaneve, li spalmo di nutella, ci infilo dentro il dito e me li scofano in un boccone. Risveglia lo spirito, sporca il corpo.
decisamente i BUCANEVE puciati nel the...favolosi...ma anche i
BAIOCCHI..DANNO DIPENDENZAAAAA.. ;)
Mi sono appassionata ai biscotti a base di farina di riso e cocco di marca "Govinda", prodotti dagli Hare Krishna, che si trovano spesso ai mercatini biologici.
Buonissimi!
uh, mi piacciono tanto i biscottini che faccio con mia mamma quando ho bisogno di coccole. nulla di speciale eh.. farina, zucchero, burro, uova, bla, bla.. ma sanno di buono :-)
La mescolanza di Panarello!:-)
Per me, la numero uno...
Premettendo che
...si potrebbe benissimo parlare di portachiavi..
Premettendo che
...alle macchine serie e moderne non ciondola più niente.
Premettendo che
...questa piccolissima abitudine era molto più in uso
negli anni passati e ora è curiosamente altrettanto diffusa
sulle macchine degli immigrati.
Premettendo che
...ognuno sotto il retrovisore della sua macchina ci attacca
quel che vuole..
EBBENE
io guardo sempre i ciondolini da specchietto; che siano ARBRE MAGIQUE cocco-vaniglia (veramente letale), grani di rosario, zampe di coniglio, collane di cd o denti di squalo..ahimè ultimamente questa bella tamarritudine si sta perdendo.. A volte qualche bel camion ornato di passamanerie, aerografie e padri pii mi fa sobbalzare.. ma non ci sono più le belle macchine anni 70 con le calamite "NON CORRERE PENSA A NOI" (una minaccia? un invito?) .. ahimè le cayenne e le caimane mica possono agghindarsi con tali chincaglierie..
Rimane qualche multipla a tenere alto il ciondolo.. ma si sa quella non fa mai testo..se ciondola qualcosa anche a voi let me know..
HAVE A NICE WEND
Nez
*CIONDOTOPO era un segnalibro e credo abbia compiuto 15 o 16 anni è un pò che ciondola anche lui..