
"Il guaio dei nostri tempi
è che il futuro non è più
quello di una volta"
Paul Valéry
Il 29 febbraio è come un eccentrico vecchio zio
che si rivede di tanto in tanto a qualche festa
o qualche funerale e di cui non si sente mai veramente
la mancanza.
E' simpatico, affascinante; chissà che vita fa laggiù
dove sta.
Porta in regalo un giorno, in pù; di tanto tanto sistema
il calendario e chissà forse un giorno ci renderà eredi
universali di tutto il tempo perso.
Lo pensiamo raramente e quando riappare all'orizzonte
lo salutiamo di fretta, lui che cavalca con un sorriso
il cavallo imbizzarrito del tempo; lui che potrebbe essere
un ordinario 28 o un elegante 1 di marzo.
C'è chi ne parla male, dicendo che è funesto; ma quasi tutti
parlano male di ciò che non rientra nelle regole.
Così come è arrivato se ne va, e per un bel pò non si
sentirà parlare più di lui; come un colpo di vento nel temporale, come uno spruzzo d'onda nel mare,conserva il fascino del mascalzone, l'opportunismo sfacciato di un
lunedi di festa.
BE SEX TILE
nez

CI SONO, CI SONO!
naaaaaAAAA! Non sono stata mangiata
dalla tigre e (sigh) nemmeno PARTYta con GEORGE
IERI SONO ANDATA A FARMI SPREMERE!
Solo un goccetto di SUCCO ALLA PESCA
che NEZ è scarsina e dona solo PLASMA,
ma che facendo rapidi conticini in questi anni ne ha lasciati in giro una quindicina di litri (manco una mucca scarsa, va'..) .
Che a NEZ gli aghi non fanno nessun effetto e quindi questa cosa la fa volentieri ogni tanto e con minimo sforzo, finchè potrà, finchè salute concederà.
Se non temete i buchetti e volete saperne di più sbirciate qui
CHE BUON SANGUE NON MENTE!

IO ZERO POSITIVO (perchè son vivo, perchè son vivo?) e VOI?
CHE GRUPPO VI SUONA IN VENA??
HAVE GOOD DROPS
nez
Sabato scorso, transitando lungo una statale delle provincia marcia, ho fatto un incontro singolare. Più che un incontro, un rapido scambio di sguardi.
Nel piazzale di un centro commerciale, al lato opposto lungo cui transitavo dominava il tendone di un circo; lo sguardo è stato subito catturato dalle bandiere multicolori e dall’atmosfera fascinosa, decadente e agrodolce che il circo (ogni circo) mi ha sempre ispirato.
Già persa nel filo dei miei pensieri, ripensando a Dumbo e alla sua mamma, quasi mancavo di notare a lato del tendone colorato le gabbie degli animali. Sembrava fossero tutte vuote, invece nell’ultima in fondo, stava distesa una tigre.
Immobile, ieratica, dignitosa; in pieno sole, con lo sguardo perso al di là delle sbarre che la facevano prigioniera.
Uno sguardo da jungla, indescrivibile: nonostante la distanza, la macchina, la velocità ele sbarre sono riuscita a percepire tutta la dignità e la tristezza di quell’animale, costretto ad una vita non sua, che magari la jungla e la savana non la sanno nemmeno immaginare.
Uno sguardo che ho già visto negli occhi di persone obbligate a sopportare grandi pesi nella vita, ma che li sanno portare con maestosa dignità e che mai spenderanno una parola per spiegarsi o giustificarsi.
Ma la jungla rimane sempre un’altra cosa.
have good eyes
nez
"Vita e sogni sono fogli di uno stesso libro:
leggerli in ordine è vivere,
sfogliarli a caso è sognare"
Arthur Schopenhauer
Nel sogno mi prudevano le scapole in un punto preciso.
Più di un prurito, il morso di una tarantola.
Con la difficoltà di arrivare in quel punto della schiena,
non senza contorsionismo, iniziavo a grattarmi furiosamente, fino a farne uscire il sangue.
Il prurito era veramente insopportabile.
Poi, con la stessa sorprendente velocità con cui esplode un air-bag in un impatto frontale, senza dolore, ma con enorme sollievo dalle mie scapole è fuoriscito un malloppo indefinito e umido, come i vestiti estratti dalla lavatrice, che con la stessa velocità con cui si apre un ombrello a scatto, si è esteso in pochi secondi in due enormi ali.
Mica ali qualunque, nè.. ALI DI FARFALLA, come quelle delle vanesse nere e arancio, buffamente bordate di pelliccia marrone,(e quando dico enormi, dico enormi rispetto alla mia minima altezza; toccavano terra e mi sovrastavano di molto).
Come succede nei sogni, dopo l'iniziale stupore, la situazione mi è sembrata del tutto normale, anzi ho iniziato a meditare che con quelle ali sontuose avrei potuto volare!
Ma qualsiasi tentativo o sforzo facessi, le ali non si muovevano di un millimetro, neanche uno sfarfallio, un accenno di vita. Rimanevano immobili, inerti, inutilmente impellicciate.
Inoltre a terra ali di quel genere sono veramente ingombranti, già sono maldestra in versione-basic, figuratevi potenziata da quelle due inutili appendici: difficile passare dalle porte, facile urtare oggetti e farli cadere.
Un inutile ingombro in più.
L'ultimo fotogramma del sogno , riguarda un paio di forbici nelle mie mani a tagliare i miei vestiti per far passare le setose membrane.
Lo so, indipendentemente dal fatto che dovrei farmi vedere da uno bravo (se c'è qualcuno che vuole spacciarmi una qualsiasi interpretazione, ben venga) e che questi sogni faticosi e complessi mi inseguono dall'inizio dell'anno, A COSA SERVONO UN PAIO D'ALI SE NON VOLANO???!!!
FLY AWAY
nez
PS. No tranquilli, niente RED BULL :(
A seguire ALESSANDRA CELLETTI - "CHI MI DARA' LE ALI?"
http://alessandracelletti.splinder.com/
DIALOGO DOMENICALE
NIPOmaschio 4 anni/ZIAPALLA molti più anni
PREMESSA: ZiaPalla e NipoMaschio escono a fare una passeggiata insieme, nel sole timido di domenica pomeriggio. Passando sotto un cavalcavia di campagna i passi rimbombano sotto la volta di cemento.
NIPOMASCHIO:"ZIAPALLA qui dentro deve esserci un
TAN-FAS-MA !!."

Ci tocca di vivere in anni difficili da decifrare; ricchi di oggetti e possibilità, ma poveri di essenza; tanta comunicazione, poca comprensione, tante notizie, poca solidarietà. Troppo e troppo poco.
Niente di nuovo, non credo dipenda espressamente da questi anni qui, come non credo che si stava meglio quando si stava peggio.
Credo che la difficoltà stia proprio nel presente, in tutto il presente in ogni attimo della storia. Quando si è immersi nel tempo-dentro-al-tempo, con tutte le possibilità ancora aperte, scelte da fare, conti da saldare e scadenze si fa fatica a comprendere l'insieme.
Alcune persone hanno il senso del futuro e sanno orientarsi da subito, altre hanno sguardi più ampi e riescono a raggiungere l'orizzonte delle cose, altre semplicemente ci provano, altri poco attrezzati alla vita proprio non ce la fanno e vivono per come riescono in un mondo tutto loro.
Forse il segreto, sempre che ne esista uno o qualche facile ricetta per affrontare la vita, sta nel fare BUON VISO A CATTIVO GIOCO, e (come mi ha ricordato qualcuno sabato sera!) "NON PERDERE MAI IL CONTATTO CON LA REALTA'.."
La soluzione è il gioco stesso e viceversa
HAVE A GOOD GAME
nez
:)
"La morte non è nel non poter comunicare, ma nel non poter più essere compresi"
Pier Paolo Pasolini
Recentemente, in modi e forme diversi, alcuni BLO’ amici
http://sabbry.splinder.com/post/16041212#comment
GENTLEMAC
http://gentlemac.splinder.com/post/16047218#comment
PIUMECHEVOLANO
http://piumechevolano.splinder.com/
hanno postato a tema BLOG:
chi ringraziando amici bloggers,
chi facendo la sua dichiarazione
d’intenti sulle motivazioni che spingono a postare,
o sulla fatica “quotidiana” fatica di farlo.
Ciascuno ha la propria opinione personale
e il suo approccio con questo STRUMENTO
veramente FREE offerto dal WEB,
un po’ diario, un po’ sfogo, un po’ terapia intensiva.
PESCANOCE è nato senza nessun intento particolare,
all’inizio solo come scatolone dove conservare qualche fotografia,
seguendo con mio solito, metodico ritardo, il consiglio di un amico.
Consideravo PESCANOCE solo come un’agenda,
un posto per non dimenticare le cose
e per lungo tempo
ho sottovalutato
il fatto
che le stavo
CONDIVIDENDO
con chiunque avesse voluto.
Anche per questo, parole e pensieri
sono arrivate dopo,
(con il solito metodico ritardo)
quando ho compreso che
in realtà PESCANOCE
non era solo un’agenda,
ma una boccetta di profumo,
un’essenza.
Ognuno versandosene due gocce
sui polsi avrebbe potuto
goderne, e apprezzarlo
o esserne
disgustato e passare oltre.
Certo VIRTUALE è facile:
poche responsabilità,
possibilità di anonimato,
scambi superficiali,
ma io credo sia
solo un aspetto
della vita
complessa che ci tocca
vivere in questi anni particolari,
la necessità di una comunicazione
espressiva e intensa
(dalle stupidaggini, alle riflessioni più personali)
e di rapporti autentici
fra le persone.
So bene che PESCANOCE e NEZ
sono solo un parziale di me,
spesso sono molto meglio
della vera me,
sono forse ciò che mi piacerebbe
essere sempre e veramente.
Sono forse una
una maschera, una bugia,
una parentesi tonda
dove ripararsi
dalla
vita frenetica
fatta di sole parentesi quadre e graffe.
Non so..
Mi piace pensare che PESCANOCE sia
davvero l’essenza di me.
La grappa che si otterrebbe
distillandomi.
(tranquilli non sono ubriaca)
e che molte persone
che conosco
“nella realtà”
non sfiorano neppure
perché si accontentano
solo della superficie.
BREAK GLASS IN CASE OF EMERGENCY
nez