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Ora che Splinder ha ricominciato a camminare posso postare la mia versione di "SCARPETTE ROSSE" pescanoce.splinder.com/post/18541745 a cui seguirà post che ho ricevuto via mail di MIMOSA8377 che ha fatto tutta la trafila per iscriversi a Splì, ma non ha ancora avuto il coraggio di pubblicare il suo primo post.
IL NEGOZIO DI SCARPE
Si era chiesta tante volte la ragione di quella incontenibile passione.
La risposta la conosceva bene, ma preferiva far rimbalzare il pensiero altrove.Sorrideva quando le dicevano che era malata; malata per le scarpe; annuiva con un cenno del capo e con uno sguardo che non lasciava dubbi: erano affari suoi.
La mania era vera; aveva smesso persino di contarle da quante erano. Non ne buttava via nemmeno un paio, nemmeno le più consumate. Le teneva ordinate, rigorosamente nelle scatole originali, allineate meticolosamente sugli scaffali di quel corridoio che lei chiamava pomposamente "cabina armadio".
Ne aveva di tutti i tipi, di ogni marca e prezzo, anche se marca e prezzo non erano determinanti. Le bastava gettare uno sguardo in una qualsiasi vetrina, o anche sulla bancarella del mercato per sapere quali erano le più adatte per lei.
E non sbagliava un colpo. Altissime o sportive, originali o eleganti, sembravano tutte fatte sulla sua misura.
Sorrideva di tutte quelle cenerentole dell'ultima ora, che si definivano “Shoes’ victims” e non resistevano all'ultimo modello dello stilista di grido.
Lei non era affatto una vittima. No, per lei il rapporto con le scarpe era una cosa diversa.Era il ricordo ormai sbiadito di quella sera, un ricordo che aveva consumato a furia di ripensarci e a cui ogni volta ritornava, quando cedeva all'acquisto di nuove scarpe.
Ricordava il negozio lungo e stretto, con gli scaffali alle pareti, fino al soffitto, zeppi di scatole di cartone su cui stavano allineati pochi modelli di scarpe da donna, ciabatte e qualche scarpone da uomo. Ricordava quella mano che la teneva stretta, ricordava di essere stata sollevata in alto e messa a sedere sul bancone del negozio, come si fa con i bambini piccoli. D'altro canto era piccola allora, non aveva che 4 forse 5 anni.
Ricordava il volto rugoso del calzolaio e la scatola di cartone blu da cui aveva tolto quel paio di meravigliose scarpette rosse. L'altro volto, anche se ci provava con tutte le sue forze, non lo ricordava più. Di quel momento perso nel passato ricordava solo la voce calda e calma del padre, perso così presto, che le diceva "Sei bellissima!"
HAVE BEAUTIFUL MEMORIES
nez

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ECCO IL POST DI MIMOSA8377

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“UHHHH che belle !voglio provarle!!!”,mi giro e la mia amica non c'è più!!!
-“Ma dove caspita... ?” ah eccola è entrata nel negozio di scarpe come un fulmine.
La guardo dalle vetrine un po' confusa e lei mi fa ripetutamente cenno con la mano di entrare.
Rassegnata alla sua esuberanza la raggiungo e noto che sta indicando delle scarpe di vernice rosse!
Ma proprio tutte rosse,tacco a spillo compreso! -“Sono un amore vero?”dice la commessa prendendone una, -“Ma questo è l'ultimo paio!...che numero cercavi?”
Spaventata la mia amica risponde quasi sottovoce -“ Trent....asette..?” -“Mi spiace è un trentotto” fa questa;la mia amica ha quasi le lacrime agli occhi e tenta con un -“Posso provarle lo stesso...?”
-“Beh si”le risponde -“Ma vestono tanto!!!”
Io che ero rimasta in silenzio decisamente affascinata ,azzardo un timido -“Posso provarle io?”rivolto,credo, più alla mia amica che alle commessa.
E cosi faccio.
Sono perfette...- “Le prendo!!!”
Felice, ma sentendomi un po' in colpa ,mi giro per vedere se la mia amica ha reagito male,ma lei è un po' più in là tutta sorridente con in mano una cinturina dello stesso colore delle scarpe ed esclama -“Questa te la regalo io!!!”
Da quel giorno le mie scarpe rosse sono ,per me, anche un simbolo della nostra amicizia e le porto tantissimo,ovviamente sempre abbinate alla loro cintura!

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