
-immagino da web-
“ L’arte grezza deve sorgere dal materiale [...]
nutrirsi delle iscrizioni, delle disposizioni istintive”
Jean Dubuffet
Se spiate su Wikipedia alla voce “Art Brut” (in italiano, letteralmente “Arte Grezza”) troverete una delle correnti artistiche più affascinanti (e sottovalutate) della contemporaneità. Questa definizione venne fatta per la prima volta nel 1945 (non a caso, credo) per indicare tutte le produzioni artistiche realizzate da non professionisti che avevano in comune forti problemi psichiatrici.
“L’Arte Grezza” indica dunque una forma espressiva particolare, spontanea, non contaminata da alcun filtro culturale e nemmeno estetico, pertanto estremamente sincera e per niente mimetizzata. Una forma espressiva che ricorda in parte quella dei bambini e come quella dei bambini ha radici profonde nell’anima.
Purtroppo non ho mai avuto occasione di vedere dal vivo queste opere, che immagino essere di grandissimo impatto, come tutto ciò che non ha filtro e arriva diretto con il suo messaggio, esattamente dove deve arrivare.
Ed è paradossale ritrovare l’essenza di ciò che siamo proprio in questi punti di vista estremi ed esasperati, spogliata da tutti gli strati di cui siamo ricoperti e impregnati.