





-immagino da web-
Non resta
che tristezza d’anticamere e plafoniere
nei pomeriggi d’estate
dentro corridoi chiusi
da vuoti ragionati.
Campanella suona
un intervallo assente,
mentre colla a caldo
cola in gola
coniugando cocci di verbi irregolari.
Note sul diario
scordano aromi di coccoina
accartocciando anime
nel cestino.



-immagino da web-
Spegni il mio sorriso in un angolo;
cicca di sigaretta,
ala di gelo sul giardino.
Fossile cuore di seppia,
su cui
s'incrosta inchiostro
di parole mai vissute.


-immagino da web-
Lei era screziata e arruffata come una di quelle rose mille petali dal bordo scuro. Il suo contorno la ritagliava dallo sfondo, come una bambolina di carta incollata nell’album, come un ginocchio sbucciato dopo una brutta caduta. Anche se non voleva, quella linea lunga nello sguardo la sottolineava, le dava una forma che in fondo non le apparteneva, che in fondo era solo apparenza.
Cos’era quella sicurezza scendendo le scale? Erano le scarpe lussuose? Il conforto del tocco secco dei tacchi alti sui gradini? Erano le gambe ancora sode fasciate dai pantaloni? Era la recita di sé stessa per sé stessa?
Eppure lo sguardo la tradiva, quella linea lunga, screziata di disperazione che si srotolava dagli occhi, come il grido ossessivo di un prigioniero chiuso nella gabbia.
..COME CONTINUA? A VOI LA PENNA..
(se volete)…



-immagino da nez-