
-immagino da web-
Risveglio di città:
finestre assonnate
spalancano occhi
su piazze vuote.
Il disarmo della notte
lascia il passo alla
frenesia del giorno.
Percorro vie di vene che
pompano caffè e benzina
in cuori di carne e metallo.
E invece vorrei
obliterare il mare..
-immagino da web -

"Chi sa di essere profondo, si sforza di esser chiaro.
Chi vuole apparire profondo alla folla,
si sforza di esser oscuro.
Infatti la folla ritiene profondo tutto
quel di cui non riesce a vedere il fondo:
è tanto timorosa e scende tanto mal volentieri nell'acqua!"
Friedrich Nietzsche
Liscia?
Gassata?
Temperatura ambiente?
Con ghiaccio?
Oligominerale?
Termale?
Pluviale?
Del rubinetto?
Dell'aquedotto?
Del pozzo?
In bottiglia?
Salata?
Demineralizzata?
Inquinata?
Versata?
Piovuta?
Nevicata?
Bollita?
Corrente?
Bollente?
Sorgiva?
..sembra facile…




"Una bugia fa in tempo a viaggiare per
mezzo mondo, mentre la verità
si sta ancora mettendo le scarpe"
Mark Twain
Penso sempre al “TELETRASPORTO” di Star Trek ogni volta che mi trovo nella bussola cilindrica all’entrata di qualche banca (lo...sooo sono datata, ma che ci volete fare, questo è! ) almeno finchè non mi richiama bruscamente per il mezzo kg di chiavi e altra ferraglia che mi porto dietro; smaterializzatore capace di scomporre i pezzi in tanti coriandolini e spararli in tempo reale nelle vicinanze (altrimenti l’ENTERPRISE a che acciderbolina serviva??) .
Ecco in tempo d’estate, di autostrade piene e di migrazioni vacanzifere entro nella bussola della banca desiderando forte forte di essere scoriandolata su qualche spiaggia o in qualche posto tranquillo, correndo il rischio di essere ricomposta con qualche pezzo in meno..
Vabbè… come vedete molti altri (pezzi) li ho già lasciati in giro..
“La nostra invidia dura sempre più a lungo
della felicità di quelli che invidiamo”
François De La Rochefoucauld
Dicono che il mio sia un lavoro facile.
Dirò di più; pensano che sia privilegiato, o meglio sono convinti che io sia raccomandato per passare tutto il giorno a guardare il sedere a queste qui e strusciarmici contro di tanto in tanto.
Come se fosse facile: tenere il passo di queste oche che senza di me non sanno minimamente dove andare e vagano inebetite qua e là fermandosi ad ogni angolo di strada, manco guardassero le vetrine di Via Monte Napoleone con i loro sederoni grossi da far spavento. Tocca inseguirle, riverirle e molto spesso anche alzare la voce.
Tutta qui l’invidia. I miei colleghi da salotto, quelli da guardia o da punta, questo non lo capiscono: che io non vivo nessun giorno da leone, ma tutti da pecora.


Destino da ripostiglio:
deserto senza tartari
di disordinate utilità,
ultimo oblio
di og-getti
che non si buttano
-rimangono-

(Non) luogo di tutti e di nessuno,
dove cercare
ed essere trovati
dal nascondino della vita
che conta fino a 10.

Eppure
è “libero per tutti”
(?)

“Si dice che l'attesa sia lunga, noiosa.Ma è anche, in realtà, breve, poichè inghiotte quantità di temposenza che vengano vissute le ore che passano e senza utilizzarle”
Thomas Mann
Questo BLO’ applica l’orario estivo; cioè vorrebbe starsene fuori il più possibile a godersi l’estate, bordi di pizza, gelati ciocco-pistacchio, luci color vaniglia, vestimenti leggeri e canti di grilli e tutta quella serie di micro/macro dettagli attesi per lunghissimi mesi.
Forse è proprio tutta quell’attesa a giustificare la pretesa di un’estate lunghissima, come quelle dell’infanzia, senza orologio , senza lavoro, calendario e impegni; quando i pomeriggi sembravano infiniti e i cortili ubriachi di sole.
So che “gli invernali” storceranno il “nez” davanti alla mia apologia estiva; però è un fatto…l’inverno lo attendono in pochi e sembra non finire mai, l’estate la attendono (quasi) tutti e in un attimo svanisce… Ah..queste dive!!


“I giovani d'oggi sono spaventosi.
Non hanno assolutamente
nessun rispetto per i capelli tinti”
Oscar Wilde
Da bambina (ma ci penso ancora qualche volta) pensavo che i capelli fossero arrotolati nella testa, come su di un grosso rocchetto di filo. La lunghezza era solo una questione di tempo per svolgere la bobina. Ciascuno col suo bel rocchetto di filo in testa, più o meno grande, colorato e spesso, intessuto di pensieri o cap-ricci..
(Ora che sapete cosa mi passa per la testa, forse tutto è più chiaro.. )

.."poi la conversazione ha deviato sui "TARTUFI". Questo termine tecnico designa tutto ciò che i lettori mettono o lasciano tra le pagine dei libri: foglie d'albero, petali, fili d'erba, quadrifogli, lettere,biglietti del cinema, del metrò o dell’autobus, fotografie, conti del ristorante, frammenti di tabaccocartoline, carte da gioco, fiammiferi, numeri di telefono, briciole di biscotto, pezzetti di unghie, cannucce, granelli di sabbia..Per non parlare di quello che usava i preservativi come segnalibro"
- Paul Desalmand 'Prendimi con te' -
I libri donano (moltissimo) , ma anche trattengono; parole, polvere, ricordi, oggetti. A volte restituiscono. E qualcosa rimane fra le pagine chiare..