
"Ci vuole un bel pò di storia per spiegare un pò di tradizione."
Henry James
Sera di HALLOWEEN… Una festa che non ci appartiene come tradizione, ma che è diventata tendenza-business-moda.. Colpa della globalizzazione dite voi??Macchè.. in realtà Halloween potrebbe essere MOLTO ITALIANOOO… qui siamo pieni di zucche vuote, che vanno in giro facendo scherzetti e raramente si accontentano dei dolcetti…
TRICK or TREAT?




"
Smarmittata
come una vecchia caffettiera
inizio il mio oggi da ieri,
facendomi la barba dei pensieri
su un viso già morto
che intonaco
d’immenso.
Sgangherata
su gambe da sedia zoppa
addormento la notte
gorgheggiando un caffè
sveglio
prima di me.
E
smarmittata
come una vecchia caffettiera,
inizio un altro oggi da ieri,
ma un sorriso riappare
se alla radio
sento i tuoi occhi cantare.


Svastikella era un pesce piccolo. Un delinquente comune di periferia: tutto tatuaggi, manganelli, busti del duce e credere, obbedire, combattere.
A chi o cosa non importava.
Importante non fossero comunisti, froci, puttane, negri, occhi a mandorla, ebrei e interisti. Cioè gran parte delle persone che tirava sera nel suo quartiere.
Svastikella non era cattivo; uno zolfanello che si accendeva per un nonnulla, fiammate brevi, carenti di ossigeno. Certo l’alcool aiutava la fiamma.
Svastikella non aveva fatto ancora nulla di glorioso: fedina penale seminuova, esoneri a non finire dallo stadio, qualche rissa nei centri sociali, alcuni furti – uno deve pur campare, no?! – roba leggera in fondo.
Svastikella tartagliava; aveva la testa rasata, un chiodo di pelle nera, una svastica marchiata a fuoco al centro della nuca e una intagliata nei capelli a spazzola, una madre all’ospizio, un padre al cimitero e un figlio senza il suo cognome sulla coscienza.
Ogni tanto ci pensava, più spesso di quanto volesse, a quel fagotto rosa con i suoi geni in corpo, lasciato in braccio alla madre perché soffriva di cuore. Non ne voleva di handicappati lui per casa, non poteva essere suo figlio quel coso di carne nato con una grave malformazione cardiaca. Pura razza ariana la sua. Mica quel bastardello, figlio di quella troia. Però ci pensava ogni tanto, da 12 anni a quella parte. Vivo era vivo; ogni tanto li incrociava – lo sgorbio e la puttana- in metrò e vedeva bene di nascondersi velocemente. Aveva sentito dire che era in lista d’attesa per un trapianto. Ma non erano fatti suoi quelli; quanti problemi per una scopata..
Svastikella era proprio inkazzato quella sera; col mondo che non girava nella maniera giusta, con i soldi che erano sempre pochi, e con quelle paranoie assurde, con la vita che era una merda.
Entrò nel pub e ordinò una birra, o due, o tre, non ricordava bene, lo disse anche agli sbirri. Ricordava solo le rose e il fottuto sorriso del cingalese: “ ..‘azzo avrà avuto da ridere…” Il resto non lo ricordava. Non ricordava di avergli strappato le rose, di averlo fatto finire per terra. Non ricordava i pugni i calci, non ricordava di aver tirato fuori il coltello. "No, signor ispettore, non ricordo niente, non ricordo l'uomo delle rose".
Svastikella è dentro per omicidio, 3 anni e sei mesi in primo grado.
Suo figlio ha un cuore nuovo da quella sera. Ma Svastikella questo non lo sa.

-immagino da web-
Stesa al sole ad asciugare
sono un lenzuolo pieno di troppe notti
con la voglia del giorno.
Ho pensieri senza virgole
che s’inciampano
nei gradini delle parole.
Stringo nodi che
arriveranno a pettini
dai denti larghi
che mi sorridono.
Aspetto un punto,
per andare a capo.

“Per quanto un albero possa diventare alto,
le sue foglie, cadendo,
ritorneranno sempre alle radici”
Proverbio cinese
In Giappone ci fanno pure una festa; una festa nella festa: quando le foglie cambiano di colore.
Ripenso al verde di aprile e al frusciare dei pioppi d’argento quest’estate; ora l’ultima luce dorata d’ottobre infiamma tonalità che vanno dal giallo al ruggine, passando da diverse sfumature di rossi e marroni.
Credo che i giapponesi abbiano ragione, credo che sia necessario fare caso alle sfumature. Sempre e non solo sulle foglie.

