

“Una certa continuità nella disperazione
può generare la gioia”
Albert Camus
Il problema è la continuità.
Mi spiego; questa cosa della vita per cui i giorni bisogna viverli tutti in fila, senza saltarne nessuno, senza mai poter giocare il Jolly della “temporanea sospensione”.
Questa cosa che il tempo ha una sola direzione, lineare s’intende, ma curvilinea, forse una spirale o una sinusoide, o forse tutte due messe insieme, una specie di nastro trasportatore su cui tutti siamo trasportati, che non ha velocità costante, ma molto, molto relativa.
E spesso la spirale si arrotola su sé stessa, e la sinusoide arranca in salita e lì lo senti che il tempo non è un serpente velenoso, ma costrittore e le sue spire non mollano, se non in cambio di una dimensione davvero sconosciuta. E in questo abbraccio, non posso giocare il Bonus, nessuna assenza giustificata o giustificabile. La danza è un lento, avvolgente. Il tempo stringe.
Primo ottobre.
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-immagino SU nez-
..una gibassa per tutte le stagioni...
(che ne dici SUSANITA???)
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-nez e la sua GiBassa-


Stesa
ad asciugare,
strizzata di pioggia o lacrime,
mi lascerò stingere
dalla luce dell’ultimo sole,
in carezze roventi
come tatuaggi sulla pelle,
respiro caldo nel vento freddo.
(Se mi stacco
è solo per
volare)



