
“In un mondo senza umani le luci si spegnerebbero con il cessare delle trasmissioni. Un miliardo di conversazioni giornaliere al cellulare si disconnetterebbero, e un anno dopo ci sarebbero molti miliardi di uccelli in più”
Alan Weisman – Il mondo senza noi
Proprio come ne “ Il mondo senza noi” dove l’autore, registra in maniera precisa e distaccata cosa accadrebbe alla Terra, al mondo, se i sapiens sparissero tutti insieme, improvvisamente, registro il mio inselvatichimento in sole due settimane di pausa estiva; sono già ricoperta d’edera e di licheni, mi pettino poco, non guardo l’orologio, cammino a piedi nudi, solo acqua e sole…


Il loro era stato un colpo di fulmine, sotto una pioggia lieve di primavera; lui era solo un germoglietto appena trapiantato, poche foglie rade che lo facevano somigliare ad un quadrifoglio dal verde tenero, lui -l’altro – (perchè fra vegetali l’amore fra le pianticelle non scandalizza) era solo un fiore bianco allora.
L’estate e il calore fecero il resto. Una passione cresciuta sotto il sole; attrazione di profumo e colore. Sfodero di fascino nel turgore dell’estate. Sapevano entrambi che prima o poi il loro amore si sarebbe consumato, i loro sensi mescolati..
(Una storia con molto sugo)
ODE AL POMODORO
- Pablo Neruda -
Ode al pomodoro
La strada
si riempì di pomodori,
mezzogiorno,
estate,
la luce
si divide
in due
metà
di un pomodoro,
scorre
per le strade
il succo.
In dicembre
senza pausa
il pomodoro,
invade
le cucine,
entra per i pranzi,
si siede
riposato
nelle credenze,
tra i bicchieri,
le matequilleras [portaburro],
la saliere azzurre.
Emana
una luce propria,
maestà benigna.
Dobbiamo, purtroppo,
assassinarlo:
affonda
il coltello
nella sua polpa vivente,
è una rossa
viscera,
un sole
fresco,
profondo,
inesauribile,
riempie le insalate
del Cile,
si sposa allegramente
con la chiara cipolla,
e per festeggiare
si lascia
cadere
l'olio,
figlio
essenziale dell'ulivo,
sui suoi emisferi socchiusi,
si aggiunge
il pepe
la sua fragranza,
il sale il suo magnetismo:
sono le nozze
del giorno
il prezzemolo
issa
la bandiera,
le patate
bollono vigorosamente,
l'arrosto
colpisce
con il suo aroma
la porta,
è ora!
andiamo!
e sopra
il tavolo, nel mezzo
dell'estate,
il pomodoro,
astro della terra,
stella
ricorrente
e feconda,
ci mostra
le sue circonvoluzioni,
i suoi canali,
l'insigne pienezza
e l'abbondanza
senza ossa,
senza corazza,
senza squame né spine,
ci offre
il dono
del suo colore focoso
e la totalità della sua freschezza.

"Credo che Dio abbia creato Boston in una domenica piovosa"
Raymond Chandle
Che dire.. dopo tanti giorni chiusi in ufficio..è domenica, è agosto e (qui) piove..Siccome non si può avere tutto.. almeno un buon risveglio..
