
Stesa
ad asciugare,
strizzata di pioggia o lacrime,
mi lascerò stingere
dalla luce dell’ultimo sole,
in carezze roventi
come tatuaggi sulla pelle,
respiro caldo nel vento freddo.
(Se mi stacco
è solo per
volare)
-immagino da web-
C’è traffico in un cielo senza semafori:
follia d’ali nell’aria color fiordaliso,
(angeli e jumbo-jet
tortore e libellule)
Sonno d'aquiloni
assopisce il temporale.
Nuotano rondini
come trote con le ali
e scie d’aerei scrivono parole
che piovono
in neve
di piuma.

"Vita e sogni sono fogli di uno stesso libro:
leggerli in ordine è vivere,
sfogliarli a caso è sognare"
Arthur Schopenhauer
Nel sogno mi prudevano le scapole in un punto preciso.
Più di un prurito, il morso di una tarantola.
Con la difficoltà di arrivare in quel punto della schiena,
non senza contorsionismo, iniziavo a grattarmi furiosamente, fino a farne uscire il sangue.
Il prurito era veramente insopportabile.
Poi, con la stessa sorprendente velocità con cui esplode un air-bag in un impatto frontale, senza dolore, ma con enorme sollievo dalle mie scapole è fuoriscito un malloppo indefinito e umido, come i vestiti estratti dalla lavatrice, che con la stessa velocità con cui si apre un ombrello a scatto, si è esteso in pochi secondi in due enormi ali.
Mica ali qualunque, nè.. ALI DI FARFALLA, come quelle delle vanesse nere e arancio, buffamente bordate di pelliccia marrone,(e quando dico enormi, dico enormi rispetto alla mia minima altezza; toccavano terra e mi sovrastavano di molto).
Come succede nei sogni, dopo l'iniziale stupore, la situazione mi è sembrata del tutto normale, anzi ho iniziato a meditare che con quelle ali sontuose avrei potuto volare!
Ma qualsiasi tentativo o sforzo facessi, le ali non si muovevano di un millimetro, neanche uno sfarfallio, un accenno di vita. Rimanevano immobili, inerti, inutilmente impellicciate.
Inoltre a terra ali di quel genere sono veramente ingombranti, già sono maldestra in versione-basic, figuratevi potenziata da quelle due inutili appendici: difficile passare dalle porte, facile urtare oggetti e farli cadere.
Un inutile ingombro in più.
L'ultimo fotogramma del sogno , riguarda un paio di forbici nelle mie mani a tagliare i miei vestiti per far passare le setose membrane.
Lo so, indipendentemente dal fatto che dovrei farmi vedere da uno bravo (se c'è qualcuno che vuole spacciarmi una qualsiasi interpretazione, ben venga) e che questi sogni faticosi e complessi mi inseguono dall'inizio dell'anno, A COSA SERVONO UN PAIO D'ALI SE NON VOLANO???!!!
FLY AWAY
nez
PS. No tranquilli, niente RED BULL :(
A seguire ALESSANDRA CELLETTI - "CHI MI DARA' LE ALI?"
http://alessandracelletti.splinder.com/