Nome: NEZ MI CERCO MA NON MI TROVO
-Ascolto più di quanto parlo,
guardo più di quanto vedo,
leggo più di quanto capisco,
rido appena posso,
corro, nuoto, aspetto.
Cerco la giusta prospettiva-
“Ero terribilmente stanco [...] Mi distesi sull'erba bassa e tenera dove dormii così profondamente, come mai mi era capitato, per nove ore filate, perché quando mi svegliai era giorno pieno.
Cercai di alzarmi, ma non riuscii a muovermi poiché, addormentatomi supino, mi sentii le braccia e le gambe legate da entrambe le parti alla terra e così i capelli che avevo lunghi e folti. Sentivo che molti legacci sottili mi attraversavano il corpo dalle ascelle alle cosce. Riuscivo solo a guardare in alto, mentre il sole cresceva abbagliandomi gli occhi. Sentivo un rumore confuso ai fianchi, ma nella posizione in cui ero disteso non vedevo altro che il cielo.
Di lì a poco sentii che qualcosa di vivo si muoveva sulla mia gamba, saliva pian piano sul petto fino ad arrivarmi al mento. Guardando in basso come meglio potevo, mi accorsi che si trattava di una creatura umana, alta non più di quindici centimetri, con arco, frecce e la faretra sulla schiena. Intanto sentivo che almeno una quarantina della stessa specie venivano dietro alla prima... “
(da I viaggi di Gulliver di Jonathan Swift)
Ridimensionarsi.
Vivere
da giganteschi nani
e da minuscoli giganti.
Cambiare punto di vista:
scendere dal piedistallo,
salire sul tavolo,
stare a testa in giù.
Conoscere.
Ignorare.
Inventare
dimensioni
nuove.
“Il nano vede più lontano del gigante,
quando può salire sulle spalle del gigante”
Samuel Taylor Coleridge
Raramente sono FUORI SERVIZIO.
Qualche catena allentata, fotocellule da sostituire; ordinarie manutenzioni.
Per il resto è tutto salire;
scendere è un purgatorio necessario
per poter salire ancora.
Trasportare il respiro sospeso
di chi sale il dorso panoramico di una delle
Petrona’s Towers
nel mio guscio di acciaio e cristallo.
-immagino da web-
Occhi smarriscono riferimenti terreni
-immagino da web-
L'orizzonte diventa verticale, lo sguardo si perde, i polmoni si schiacciano.
Salgo, salgo,
non mi fermerei mai,
salgo, salgo,
come un razzo puntato verso la luna.
Salgo
Salgo
Poi qualcuno preme di nuovo la discesa.
(Precipitevolissimevolmente)