
"E' facile capire come nel mondo esista sempre qualcuno che attende sempre qualcun altro, che ci si trovi in un deserto o in una grande città. E quando questi due esseri s'incontrano e i loro sguardi s'incrociano, tutto il passato e tutto il futuro non hanno più alcuna importanza. Esistono solo quel momento e quella straordinaria certezza che tutte le cose, sotto il sole, sono state scritte dalla stessa mano, la mano che ha creato un'anima gemella per chiunque lavori, si riposi e cerchi i propri tesori sotto il sole, perchè se tutto ciò non esistesse, non avrebbero più alcun senso i sogni dell'umanità".
Paulo Coehlo -L'alchimista
-immagino da web-
Mi chiamano “da compagnia”, la loro lingua non la parlo, ma capisco tutto e mi faccio comprendere bene.
Mi trattano come un bambino, come un cucciolo; solo perché non sono molto grosso. Detesto quando mi parlano in “bambinese” e mi trattano come un bambolotto, ma lo do poco a vedere.
Modestamente dimostro molti meno anni di quelli che ho, sono agile sulle zampe, furbo, veloce di comprendonio e affettuoso. Nel mio lavoro devi essere “molto” affettuoso, il cliente apprezza assai, devi intuire le necessità del “padrone”, anticiparle. Così diceva sempre la commessa del negozio. Io scodinzolo e mi mostro gioviale. Carezze e croccantini non mancano mai.
Faccio una bella vita, “da cani”
Qui mi amano e mi accudiscono. Che dico?! Qui, stravedono per me. Una volta al mese mi portano dal dottore per vedere che tutto sia apposto; qualche puntura ogni tanto, i vaccini obbligatori, mi sembra il minimo, con quello che trovo per terra.
Ogni quindici giorni vado dall’estetista; pulizia, spazzolamento, zampi-cure. Ci sono stato stamattina e uscendo dal negozio mi rimiravo nelle vetrine dei negozi, mentre il mio naso per antica abitudine, seguiva la traccia di una barboncina profumata di un certo tipo. Cosa ti sei persa, femmina mia!!!
Vabbè, tanto la traccia è andata subito persa, coperta dai mille altri odori del centro il sabato mattina. Mi stordiscono tutti quegli odori messi insieme: idrocarburi e polveri sottili, caffè e pane appena sfornato, per non parlare dei profumi sintetici, che mi fanno impazzire.
A proposito di pazzie, anche dagli umani non deve girare tanto bene. Li sento inquieti, preoccupati, gira un bel po’ di testosterone nell’aria e da un po’ di tempo fiuto sempre più spesso quell’odore inconfondibile. L’odore metallico e affilato della paura.
E poi, non sanno più nemmeno in che stagione si trovano! Soprattutto le femmine. Fa ancora caldo, o almeno a me pare così e mi capita di incontrare di tutto qui a terra: dai piedi nudi nelle ciabatte di plastica, agli stivali che hanno più pelo di me.
Poveri umani, qualcuno dovrebbe spiegargli qualcosa, o fargli almeno una carezza.

