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Utente: pescanoce
Nome: NEZ
MI CERCO MA NON MI TROVO -Ascolto più di quanto parlo, guardo più di quanto vedo, leggo più di quanto capisco, rido appena posso, corro, nuoto, aspetto. Cerco la giusta prospettiva-

Parole Parole Parole

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martedì, 20 ottobre 2009

RE-MAKE

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-immagino da P.P.-

"..noi guardiamo il mondo
precipitando nella tromba delle scale"

Italo Calvino - Mondo scritto e mondo non scritto

Io il NEZ me lo sarei rifatto.
Tutta la vita.
"Ti dà personalità" mi hanno detto.
Allora voglio farmene installare uno piccolo, accanto a quello grande (credo per via della doppia..personalità)

Senza nome-True Color-01
 


postato da: pescanoce alle ore 15:27 | link | commenti (7)
categorie: aspetto, make up, apparenza, naso, personalità, scemenza, nez
giovedì, 24 settembre 2009

EXUVIA


-immagino da web-

Livia si chiamava Olivia in realtà. Ma non è questo il punto.

 

Tralasciamo per un attimo la sua figura alta e gracile, la carnagione chiara, i capelli neri e radi, le braccia dinoccolate  sulle lunghissime gambe che con quel nome al seguito avevano fatto della sua vita una caricatura.

 

Aveva cambiato nome, città, colore dei capelli, aveva fatto diete e ginnastica per liberarsi da quella “O” di Olivia, da quella somiglianza  di nome e di fatto con la fidanzata di Braccio di Ferro, che le era costata una vita di canzonature e di insicurezze.

 

Si, ma ora, ora che l’elisione era compiuta, ora che la sua trasformazione in una persona nuova di nome e di fatto era completa, dopo tante fatiche, sforzi e frustrazioni, Livia non stava bene.

 

Questo era il punto.

Era cominciato tutto alla fine del trasloco, con quella strana sensibilità alla luce. “Fotofobia” -  aveva detto l’oculista, facendole piovere del collirio negli occhi senza troppi complimenti – “forse una congiuntivite trascurata”. Sarà, ma Livia non sopportava più la luce diretta, le sue pupille erano costantemente dilatate e le iridi azzurre, avevano uno strano riverbero giallastro. Livia indossava costantemente gli occhiali da sole ormai, che aggiungevano alla sua figura magra e allampanata un disorientamento definitivo.

 

E poi era stanca, stanchissima. “Stress” - aveva detto la psicologa prescrivendole antidepressivi e vitamine – “sicuramente dovuto ai tanti, recenti cambiamenti di vita”. Sarà, ma Livia si trascinava letteralmente sempre più esausta, senza forza e appetito. Fu costretta ad assentarsi dal lavoro. Smise di alzarsi dal letto, senza levarsi gli occhiali da sole, in una specie di coma vigile.

 

Poi venne il prurito: un  fastidio lieve all’inizio, concentrato su gomiti  e ginocchia, che divenne da lì a poco una prurigine devastante. “Psoriasi” – aveva detto il dermatologo raccomandando l’uso di creme idratanti e magari una vacanza al mare – “per rilassarsi un po’”. Sarà, ma Livia era percorsa da un formicolio costante, la pelle le tirava, bruciandole addosso. Grattarsi non le procurava più alcun sollievo, solo profonde dolorose lesioni e il desiderio folle di scuoiarsi.

 

Forse stava impazzendo, o forse era solo la febbre, che sentiva altissima, una specie di fuoco che la bruciava dall’interno. Non riusciva più nemmeno a pensare, era solo dolore. Si addormentò, o svenne, non ricordava più.

 

Quel che ricordava bene, era il risveglio.

 

Aprì gli occhi, era giorno. La luce filtrava dalla persiane, ma stranamente non le infastidiva gli occhi e anche il prurito era scomparso. Si sentiva stordita e infreddolita, ma stava decisamente meglio.  Scostò le lenzuola fradice di sudore, che si arrotolarono ai piedi del letto. Rialzandosi percepì la trama grezza del copriletto sotto le mani e osservò meglio quell’involto sul pavimento.  Non erano lenzuola.

 

Si guardò le mani, le gambe, si toccò il viso, il ventre la schiena. Tornò a guardare il pavimento. Allungò il piede e svolse i lembi di quello strano festone.

 

Per terra, in una curiosa forma ad “O”, stava la sua pelle, tutta intera, come la buccia di una mela, come la muta di un vecchio serpente.

 

Si. Ora Livia era il suo vero nome.


 


-immagino da web -

postato da: pescanoce alle ore 06:46 | link | commenti (7)
categorie: racconto, aspetto, cambiamento, bozzoli
lunedì, 07 settembre 2009

COMPOSIZIONE SEMPLICE


-immagino da Magritte -

“A corpo e anima vige un rapporto materia-forma, come se l'anima fosse la vera forma del corpo. Chiedersi se corpo e anima siano la stessa cosa è una domanda priva di senso : è come domandarsi se sono la stessa cosa la cera e la forma della candela”

 

Aristotele

 

Quel giorno in piscina capii per la prima volta perché Giulia (lasciatemela chiamare così…) portava sempre i pantaloni. Forse me l’ero già chiesto inconsciamente, perché una ragazza bella e carina come lei, vestisse sempre in jeans, ma era una domanda retorica, uno di quei dilemmi  inconsci ma egualmente pettegoli in cui la mente s’infila talvolta , facendosi i fatti altrui.

 

Fu quando si levò l’accappatoio, pronta ad infilarsi in vasca per il corso di nuoto, che mi resi conto che Giulia era il collage di due diversi corpi di donna. Sopra c’era il busto: scarno, esile, con poco seno, braccia lunghe e mani affusolate, collo elastico e clavicole sporgenti, viso lungo e affilato; una donna eterea dagli occhi d'una liquida azzurrità. Ma quel torso  magro e nervoso si avvitava inaspettatamente in un punto vita che faceva da confine fra quella parte di donna che chiamerò cielo e quella che invece chiamerò terra.

 

Giulia aveva infatti i fianchi possenti di un’anfora romana, che l’alta statura e un buon taglio di pantaloni dissimulavano abilmente, un didietro di tutto rispetto e due gambe grosse, per niente tornite, che finivano a colonna in una caviglie senza malleoli.

 

Mi resi conto che la stavo fissando come se avessi visto il Minotauro in persona entrare in piscina. Non ero sconvolta dal suo corpo, ma dal fatto che non corrispondesse minimamente all’idea che avevo di lei. Eppure ci conoscevamo da molti anni. Forse, pensai, levandomi l’accappatoio e osservandomi attentamente i fianchi, le gambe e le braccia, conoscevo solo una parte di lei (e lei di me…)


martedì, 14 luglio 2009

PRURITI


-immagino da web -

“C'è una sola cosa al mondo che non inganna mai:
le apparenze”


Ugo Bernasconi


A volte le persone sono come un “gratta e vinci”; bisogna fare la scelta giusta  fra molti  indistinguibili e poi grattare la superficie..

postato da: pescanoce alle ore 06:36 | link | commenti (7)
categorie: ascoltare, uomini, aspetto, umanità, aspettative, apparenza
giovedì, 26 febbraio 2009

ORDINARIA MANUTENZIONE


-immagino da web-

“Sono bello, piaciucchio, ho il mio sex appello”

Totò



Basta uno spruzzo di “NoWrinkleNoFear Serum” per avere di nuovo l’aspetto dei 20 anni.Tonificante, idratante, energizzante, rivitalizzante ha di lungo superato le punturine di botox nella lotta contro il tempo, il SenzaRugaSenzaPaura rende tutti sodi e levigati come sassi di fiume; unico effetto collaterale un pungente odore di patatina fritta nella sudorazione. Come lo scarico dei motori all’olio di colza.  Poco male.

Un sacco di gente sa di patatina qui, praticamente tutte le donne e quasi tutti gli uomini dai 30 in su. Precotti fritti surgelati.

Il NoWrinkleNoFear si ottiene dalla spremitura a freddo dei pensieri. Basta iscriversi alla NoWrinkleNoFear Limited (con sede legale caimana..) e al modico prezzo di 1200 euri al mese, abbandonando i propri pensieri in una comoda casella email, si riceve in cambio un flaconcino del miracoloso spray, tramite il corriere MediaWrinkle (spese di trasporto in contrassegno).

Certo, poi non avanzano grandi argomenti di conversazione, ma si ha un aspetto magnifico. Un po’ come le patatine del McDonald’.


postato da: pescanoce alle ore 06:38 | link | commenti (10)
categorie: aspetto, essere, apparenza, essenza
mercoledì, 25 febbraio 2009

VERNICE FRESCA


-immagino da web-

Mani di vernice fresca su gesti opachi.
 
Raschio rugginosi ricordi
sbriciolati
da un tempo lento
 
Colano gocce dense
di acrilico pianto
a cui non sono
impermeabile.
 
Avrò
smalto
nuovo
?
 

-immagino da web-

domenica, 26 ottobre 2008

LIFE IS AN ATTITUDE


-immagino da web-

 "Noi siamo resi felici o infelici,
 non dalle circostanze della vita,
ma dal nostro atteggiamento verso di esse"


Spesso le cose non cambiano (in meglio?) perché non glielo permettiamo.
Parlo per la soprascrivente, che è più testarda di un mulo e pensa che cambiare le cose non sia affar suo ma del genio della lampada.

L’atteggiamento che assumiamo nei confronti di eventi e situazioni è di fatto la luce con cui  li illuminiamo. Guardare le cose con ottimismo o benevolenza non significa essere stupidamente ingenui e permettere agli altri di approfittare della nostra buona disposizione d'animo.

Significa avere la saggezza e l'intuizione di muovere le cose in direzione positiva, considerandone l'aspetto migliore pur rimanendo concentrati sulla realtà.
Significa spianare la strada, rimuovere gli ostacoli, favorire le possibilità, alzarsi dal divano e aprire la porta..
Significa, almeno, cercare la lampada (il “genio” non è garantito).

HAVE A GOOD ATTITUDE

nez



postato da: pescanoce alle ore 20:52 | link | commenti (20)
categorie: vita, emozioni, aspetto, cambiamento, atteggiamento
domenica, 27 luglio 2008

TI ASPETTO

“Tutto è riservato a chi sa attendere”
Goethe

Ti aspetto.
Tutto è pronto.
Ho preparato ogni cosa con cura;
 un luogo bellissimo
per accoglierti;
ho intessuto fili,
annodato tela,
per farti stare comoda.
Ti aspetto.
E’ come piace a te:
trasparente,
luminoso,
lucente.
Ti aspetto.
Vola
da
me.
 
-immagino da nez-

postato da: pescanoce alle ore 18:20 | link | commenti (5)
categorie: aspetto, aspettative
domenica, 15 giugno 2008

BOTOX

PRIMA
pescanoce.splinder.com/post/17433718
&
DOPO
...



-Immagino from my make up artist -

“Alla fine, ricorderemo non le parole dei nostri nemici,
 ma il silenzio dei nostri amici”


Martin Luther King

Ebbene, potrò dire di  ricordare il “CASINO” che hanno fatto i miei amici (+/- virtuali) nel momento del bisogno, la strada è ancora lunga, ma il cammino non può interrompersi!

THANKS FRIENDS

nez

giovedì, 29 maggio 2008

VISIONI INTERIORI

immagine-Immagino da Web-

In ogni professione ciascuno simula le arie e l'aspetto esteriore che gli sembrano più adatti ad apparire come vuole che lo si creda. Così si può dire che il mondo è composto solo di apparenze”

François De La Rochefoucauld

E’ buffo.

Viviamo la nostra vita osservandola dall’interno, senza alcuna consapevolezza diretta della nostra immagine esterna, se non nel suo riflesso di uno specchio o nella memoria di qualche immagine. Appena nati, abbiamo bisogno di almeno 6/8 mesi per distinguere la nostra immagine, per saperla riconoscere.
Condannati a guardare, essendo guardati.

Se per assurdo all’improvviso sparissero tutte le superfici riflettenti saremmo ciechi a noi stessi.

La nostra immagine appartiene agli altri più che a noi stessi.Persino  Naomi Campbell si vede dal di dentro.

Volete fare un esperimento? Dite ad una persona che ha uno scarabocchio di biro sulla guancia, o uno spinacio in mezzo ai denti, o una strana macchia sulla fronte, o che ha una brutta cera; subito  cercherà il primo specchio disponibile, alla ricerca di un controllo sulla propria immagine.

E’ buffo.

Il mondo gira intorno  all’immagine,  all’apparire e all’apparenza. Quella parte di noi che ci appartiene meno. Forse non è un caso.

HAVE A NICE REFLEX
nez


postato da: pescanoce alle ore 22:12 | link | commenti (19)
categorie: aspetto, apparenza